"Se il diritto internazionale fosse solido come questo muro, il muro non esisterebbe
Produttore
“[…] un documentario di prim’ordine che fa chiarezza sulle intersezioni tra diritto e politica in una delle maggiori crisi permanenti del mondo”
“Non avevo mai sentito dei giudici pronunciarsi così apertamente sul diritto internazionale; questo film darà il via a un forte dibattito! È un film da avere in ogni biblioteca universitaria”
Genesi di Broken
Producer and Initiator
of the BROKEN Project
La storia del muro di Israele in Palestina, e del suo impatto quotidiano sulla vita dei Palestinesi, è stata narrata da diversi punti di vista. L’altra storia, quella del muro e delle promesse mancate del diritto internazionale resta ancora da raccontare. BROKEN racconta questa storia. Nel 2004 la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) dichiarò la costruzione del muro illegale e invitò gli Stati a sostenere il suo Parere Consultivo. Eppure, nonostante i rappresentanti internazionali avessero promessero il sostegno dei rispettivi governi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ad oggi non è emerso nessun risultato tangibile: al contrario, la costruzione del muro sta raggiungendo il suo completamento.
In veste di rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ed in seguito di direttore dell’Unità di monitoraggio del muro delle Nazioni Unite e adesso produttore cinematografico, ho lavorato per documentare le conseguenze del muro dal 2005.
Ho concentrato tutti i miei sforzi e la mia passione in un lavoro che poteva essere svolto solo da un esterno. Quando la mia Unità operativa fu sciolta nel maggio 2013 per mancanza di fondi e di volontà di proseguire, il mio lavoro giunse improvvisamente a fine. Così cominciai a pormi delle domande: potevo facilmente finire lì il mio lavoro e continuare la mia carriera da un’altra parte. Ma avrei poi potuto moralmente convivere con me stesso se semplicemente avessi abbandonato il mio lavoro e fossi passato a un altro? Potevo ignorare una materia che conoscevo più profondamente di chiunque altro? Potevo abbandonare tutte queste innumerevoli persone, e tutte le comunità direttamente colpite dal muro, senza rimpianti?
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Stefan Ziegler
Sinossi
Viviamo in un mondo dove le frontiere internazionali sono costruite in maniera sempre più rapida e in numero sempre maggiore che in qualsiasi altro momento della storia – ne sono stati costruiti quasi 70 dalla caduta del Muro di Berlino. La Grande Muraglia in Cina era obsoleta per i tempi nei quali fu portata a termine. I Muri della Pace in Irlanda del Nord non sono esattamente conosciuti per aver portato pace. Oggi un Presidente americano è intento a costruire un muro obbligando coloro che ne saranno tagliati fuori a pagarlo. Il governo israeliano, nel 2002, cominciò la costruzione di un muro di 700 km in Cisgiordania lungo il lato palestinese della Green Line. Due anni dopo, nel 2004, il Parere Consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) dell’Aia dichiarò illegale la costruzione di un muro all’interno dei territori occupati palestinesi. I palestinesi e molti all’interno della comunità internazionale videro nell’opinione della Corte un punto di svolta di un conflitto a lungo protrattosi. Oggi, 14 anni dopo, il risultato fa riflettere: Israele non ha desistito dal costruire il muro, che è alto due volte quanto il muro di Berlino e ne è quattro volte più lungo, né ha offerto nessuna riparazione. Al contrario, il muro sta raggiungendo il suo completamento e la maggior parte degli Stati non si sono impegnati abbastanza perché fosse assicurata l’osservanza del Parere della Corte, nonostante fossero obbligati a farlo.
BROKEN– Viaggio in Palestina attraverso il diritto internazionale è un avvincente documentario riguardo il diritto internazionale, le sue promesse mancate, la Corte internazionale, il muro di Israele in Palestina, e i doveri e le omissioni della comunità internazionale; una rete intricata di legge, politica e potere, e di come la storia si rifiuti di voltare pagina. Le immagini potenti ritraggono le conseguenze che il muro ha sulle persone le cui vite quotidiane ne sono fortemente influenzate. Il film fornisce le testimonianze sincere di esperti di diritto di fama internazionale, di giudici della Corte Internazionale di Giustizia, di diplomatici esperti e dell’ufficiale militare israeliano che ha costruito il muro. Coglie questo importante momento in cui il regista viaggia attraverso tre continenti per raggiungere le stesse persone le cui decisioni sono quelle che danno forma al futuro del diritto internazionale, dei diritti umani e, in definitiva, della pace.
Il film è stato ispirato e prodotto da un ex dipendente delle Nazioni Unite, esperto nel monitoraggio dell’impatto dal punto di vista umanitario del muro in Cisgiordania.
Al momento uno dei maggiori registi di documentari della cinematografia palestinese, Mohammed Alatar si è formato come regista cinematografico alla fine degli anni Novanta negli Stati Uniti.
Le sue precedenti esperienze lavorative includono impieghi come direttore di Storie Future per la CBS News, Media Advisor per l’UNDP e il Ministero per gli Affari di Gerusalemme. Nel 2002 ha prodotto e diretto «Palestinesi per la Pace e la Democrazia».
Motivato da un profondo impegno per i diritti umani e per la lotta del suo popolo, Mohammed Alatar si definisce più un attivista per i diritti umani che un regista cinematografico. Usa il suo lavoro per promuovere le sue idee e opinioni sul mondo, dando uno scopo alle cause e i valori che difende. I suoi mentori sono Oliver Stone e il regista egiziano Yousef Chahin, conosciuti per essere «persone che creano dei film con un messaggio, non per semplice intrattenimento».
Nel 2006, Mohammed Alatar ha pubblicato «Il muro di ferro», un film sulla costruzione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che tratta anche della controversa edificazione del muro israeliano nei Territori occupati palestinesi Il film sostiene che le colonie siano un aspetto tangibile di una strategia per l’occupazione permanente del territorio. «Il muro di ferro» segue la cronologia degli eventi degli insediamenti ed esamina le loro conseguenze sul processo di pace.
Riferendosi al muro e al film, l’ex Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ha detto: «La migliore descrizione della barriera, del suo percorso e del suo impatto è mostrata nel film ‘Il muro di ferro’».
Nel 2008 Mohammed Alatarfa ha pubblicato «Gerusalemme Est», uno dei documentari politici più visti in Palestina. Il film presenta gli effetti e le ingiustizie dei 42 anni di occupazione israeliana della parte est della città.
Il suo progetto documentaristico attuale, «Broken», cerca di spiegare perché non sia stato fatto niente per impedire a Israele di continuare a costruire il muro, e perché dopo che la Corte Internazionale di Giustizia lo ha dichiarato illegale nel 2004, non sia stato ancora demolito
Dalla mia casa nella città occupata palestinese di Ramallah posso vedere il muro che circonda la città, bloccando il nostro orizzonte e imponendosi sul nostro modo di vivere, di spostarci e di esistere. Il mio primo grande film, “Il muro di ferro”, parlava proprio di questo. Fu pubblicato qualche mese dopo il Parere consultivo della CIG nel 2004. In seguito, ho subito sperato di vedere la fine della storia del muro e il suo smantellamento. Sono stato ingenuo: il muro era ancora lì, titanico.
Dalla mia casa nella città occupata palestinese di Ramallah posso vedere il muro che circonda la città, bloccando il nostro orizzonte e imponendosi sul nostro modo di vivere, di spostarci e di esistere. Il mio primo grande film, “Il muro di ferro”, parlava proprio di questo. Fu pubblicato qualche mese dopo il Parere consultivo della CIG nel 2004. In seguito, ho subito sperato di vedere la fine della storia del muro e il suo smantellamento. Sono stato ingenuo: il muro era ancora lì, titanico.
Molte domande continuavano a tornami in mente. Quale era la causa dietro il fallimento della comunità internazionale nel mantenere i loro obblighi legali, tra cui quello di “rispettare e assicurare il rispetto” del diritto internazionale umanitario? Come potevano due Risoluzioni ONU e un Parere della Corte Internazionale di Giustizia essere così facilmente ignorate, senza fare niente? Chi era da ritenere responsabile per questo fallimento? Cosa significava la mancata riuscita della messa in atto di queste decisioni di alto livello per il diritto internazionale (umanitario) e per la sua rilevanza d’oggi? E dove potevano cercare giustizia le persone le cui vite erano state rovinate dal muro, e con quali mezzi? “Broken” è il mio tentativo di rispondere a queste domande.
Il film adotta un approccio diretto e concreto agli eventi, fornendo diverse prospettive e catturando la realtà del muro. La storia è raccontata da un gruppo di illustri personaggi: giudici, diplomatici, esperti, ufficiali delle Nazioni Unite così come le voci degli Israeliani e dei Palestinesi.
Quando l’ultima immagine di “Broken” svanisce dallo schermo, alcune di queste domande trovano risposta, altre ne nascono, e un annodato intreccio di diritto, politica e potere esce allo scoperto.
Gli intervistati
La Storia e i fatti
La Palestina è uno degli antichi territori ottomani conferito all’amministrazione del Regno Unito dalla Società delle Nazioni nel 1922. Dal 1922 al 1947 vi fu una migrazione degli Ebrei su larga scala, Israele proclamò l’indipendenza e nel 1948, durante la guerra che coinvolse gli Stati arabi vicini, espanse i suoi confini occupando il 77 % del territorio del mandato palestinese. Più della metà della popolazione arabo palestinese fuggì o fu espulsa. Durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, Israele occupò la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, gli ultimi territori rimasti in mano al controllo degli arabi. La guerra portò a un secondo esodo di palestinesi, stimato intorno a mezzo milione di persone. Il Consiglio di Sicurezza, nella Risoluzione 242, stabilì il principio di una pace giusta e duratura, includendo il ritiro di Israele dai territori occupati durante il conflitto, un’adeguata risoluzione del problema dei rifugiati, e la cessazione di tutte le rivendicazioni dei belligeranti. Le negoziazioni successive culminarono nel 1993 con la firma da parte di Israele e dei palestinesi della Dichiarazione dei Principi riguardanti progetti di auto-governo ad interim o Dichiarazione di Principi (Accordi di Oslo) che tuttavia rinviava alcune questioni.
Varie successive negoziazioni non sono riuscite a raggiungere un accordo su uno status permanente. Nel 2000 fu innescata una seconda intifada (rivolta) dai palestinesi, la prima avvenuta tra il 1987 e il 1993. Nel 2002 Israele cominciò la costruzione di un muro di separazione dalla Cisgiordania, situato principalmente nel Territorio palestinese occupato, giudicato illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia. Un nuovo giro di negoziati iniziato nel 2013 è stato sospeso da Israele nel 2014. Una nuova ondata di combattimenti tra Israele e Gaza si è svolta tra luglio e agosto del 2014.
Estratto da STORIA DELLA QUESTIONE PALESTINESE, il sistema di informazione delle Nazioni Unite sulla questione palestinese (UNISPAL)
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Intervista con Christine Leuenberger, Esperta di Border studies.
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Strumenti educativi e opportunità
BROKEN ha un valore educativo. Stefan Ziegler, produttore e iniziatore del film, ha 20 anni di esperienza nel settore umanitario e un background nella formazione orientata alla prassi e alle conferenze internazionali. Trova i suoi strumenti educativi accuratamente realizzati per una varietà di pubblico ed eventi.
Film Events & the Media
EU Parliament sneak preview
Late 2019
Festival de Cinema i Drets Humans de Barcelona XVIè features BROKEN on the first night of the film festival.
Barcelona, November 2019
Screening and debate with the director at Institut für Entwicklung und Frieden (INEF) of Universität Duisburg-Essen, Centre & the EZEFParliament.
Duisburg, November 2019
ICRC Alumni Chapter Geneva on the occasion of the 70th Anniversary of the Geneva Conventions presents screening of BROKEN with debate on IHL, Geneva
17 October 2019
BROKEN’s 1st Italian Tour was held on 09/07 in Rome; 11/07-Naples; 12/07-Modena; and 14/07-Turin; debating the subject: “If International Law was as strong as the Wall, there wouldn’t be one!”
(9 July) 2019
AdvocacyProductions organized two concurrent events on the 9th of July commemorating the15th Anniversary of ICJ’s Wall Opinion in Geneva and Rome. BROKEN was followed by lively debates entitled: “15th Anniversary of ICJ’s Wall Opinion: What’s left?”
(9 July) 2019
Grenoble, France
(21 May) 2019
Graduate Institute of International and Development Studies, Geneva.
Wednesday, March 13, 2019 at 18:15 – 20:30
Human Rights Council 40th Session
Spring 2019
PALESTINE FILMER C’EST EXISTER
29.11 – 05.12.2018
PALESTINE CIMEMA DAYS by Filmlab Palestine
22.10.2018
TORONTO PALESTINE
20 – 23.09.2018
TRANSIT
“Sterk dokumentar om internasjonal rett og muren på Vestbredden”
EVA-KRISTIN URESTAD PEDERSEN 15 NOVEMBER 2019
Le Courrier
“Les promesses du droit ont été brises”
Achille Karangwa 20 Nov. 2018
MONDOWEISS
“The way forward may be buried in the wall Middle East”
Sam Bahour, August 3, 2018
Middle East Eye
International law gave a clear ruling against Israel’s wall. But nothing happened
Avi Shlaim, 29 July 2018
Salon
Why does Israel’s illegal separation wall still stand?
In his new documentary, “Broken,” Palestinian-American filmmaker Mohammed Alatar looks for answers
RACHEL LEAH, MAY 26, 2018
UN Headquarter
BROKEN producer Stefan Ziegler opens press conference at UN ahead of screening and debate at the Human Rights Council on March 18, 2019 at UN headquarter in Geneva.
POLITYKA
Interview with Mohammed Alatar, BROKEN’s director
Palestinian TV
the UN sneak preview of BROKEN, 21 Nov. 2018
Palestinian TV’s interview (Arabic) with Stefan Ziegler
TRS
Espace 2, RTS Swiss Radio interview (French) with Producer Stefan Ziegler
PREMIO PER IL MIGLIOR FILM DOCUMENTARIO del Maracary International Festival in Venezuela,
Giugno 2019
Broken, Viaggio palestinese attraverso il diritto internazionale di Mohammed Alatar ha vinto l’Audience Awarad e la Menzione speciale alla XVI edizione de Al Ard Documentary Film festival Sardegna (Italia) (11-16 marzo 2019) in quanto “Il film documenta in modo accurato la costante violazione israeliana delle leggi internazionali, delle risoluzioni dell’ONU e dei verdetti della Corte Internazionale di Giustizia, esemplificata dal verdetto sul muro dell’apartheid. La documentazione attesta un lungo lavoro di ricerca che mette in evidenza anche le motivazioni dei giudici della Corte Internazionale”
Broken A Palestinian Journey through International Law by Mohammed Alatar has won the Audience Award and a Special Mention from Al Ard Documentary Film Festival, XVI edition Sardinia (Italy) (11- 16 March, 2019) “as the film accurately documents the ongoing Israeli violation of international laws, UN resolutions and the verdicts of the International Court of Justice, exemplified by the verdict on the apartheid wall. The documentation attests to a long research work that also highlights the motivations of the judges of the International Court.”
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AdvocayProductions Sàrl (srl)
è una compagnia di produzione cinematografica
con base a Ginevra, la cui strategia è la collaborazione con
organizzazioni umanitarie a Ginevra, la capitale mondiale dell’aiuto
umanitario, così come con istituzioni accademiche situate ovunque nel mondo
per produrre film di breve e media lunghezza. Abbiamo prodotto alcuni brevi
filmati educativi per programmi universitari e, come compagnia, “BROKEN”
è la nostra prima grande produzione documentaristica. Siamo un ristretto
gruppo di specialisti con competenze nel campo dell’aiuto umanitario
e nel lavoro relativo dello sviluppo, con la convinzione comune
dell’importanza che i progetti cinematografici possono
avere nel dare voce a coloro che
non hanno voce.
AdvocayProductions Sàrl (srl) è una compagnia di produzione cinematografica con base a Ginevra, la cui strategia è la collaborazione con organizzazioni umanitarie a Ginevra, la capitale mondiale dell’aiuto umanitario, così come con istituzioni accademiche situate ovunque nel mondo per produrre film di breve e media lunghezza. Abbiamo prodotto alcuni brevi filmati educativi per programmi universitari e, come compagnia, “BROKEN” è la nostra prima grande produzione documentaristica. Siamo un ristretto gruppo di specialisti con competenze nel campo dell’aiuto umanitario e nel lavoro relativo dello sviluppo, con la convinzione comune dell’importanza che i progetti cinematografici possono avere nel dare voce a coloro che non hanno voce.
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